New York, 17 Maggio 2002 –
In esordio della sessione pomeridiana del Comitato sulle
Organizzazioni non-governative il Rappresentante permanente della
Repubblica Socialista del Viet Nam alle Nazioni Unite ha presentato
formalmente una denuncia contro il Partito Radicale Transnazionale
chiedendo la preparazione di uno “special report”. Le delegazioni
di Cina, Cuba, Sudan, Algeria, Federazione Russa e Pakistan hanno
sostenuto la richiesta. Il PRT dovra’ preparare il “rapporto” per
la sessione del Comitato prevista per gennaio 2003.
Il documento dovra’ riguardare tanto l’accredito di
Kok Ksor, Presidente della Montagnard Foundation Inc. e leader
delle popolazioni indigene che vivono nel Vietnam meridionale, alla
58esima sessione della Commissione ONU sui diritti umani, quanto la
totalita’ delle attivita’ del PRT all’ONU.
Il Viet Nam considera Kok Ksor un pericoloso
terrorista colluso con la CIA e con gruppi che impediscono “la
promozione delle di armoniose relazioni inter-etniche e si
oppongono alla causa dello sviluppo sociale, economico e culturale
del ceppo etnico vietnamita”. Oltre all’attacco vietnamita, la
settimana prossima, il PRT dovra’ apparire davanti al Comitato
sulle ONG per rispondere a una serie di domande diffamatorie poste
dalla Federazione russa relative al rapporto delle proprie
iniziative portate avanti dal 1995 al 1999 alle Nazioni Unite.
Dichiarazione di Marco Perduca membro del Comitato
dei Presidenti del Partito Radicale Transnazionale e Rappresentante
all’ONU:
“L’attacco del Vietnam al
Partito Radicale Transnazionale non solo e’ un attacco ad
un’organizzazione che e’ nota per il rispetto delle regole dell’ONU,
ma e’ anche un attacco alla liberta’ di espressione alle Nazioni
unite e alla nonviolenza. Infatti, per denunciare le sistematiche
violazioni dei piu’ fondamentali diritti umani in paesi non-democratici
il PRT ha organizzato in tutto il mondo azioni nonviolente. Solo
nel 2001, alcuni membri del PRT, a partire dal suo ex-Segretario il
Parlamentare europeo Olivier Dupuis, sono stati arrestati in Viet
Nam e in Laos per aver portato l’attenzione della comunita’
internazionale sulle patenti e sistematiche violazioni dei diritti
fondamentali devi cittadini di quei paesi contenuti nella
Dichiarazione Universale e nel Patto internazionale sui diritti
civili e politici.
Tale iniziative rappresenta
- e speriamo che divenga presto chiaro anche alle democrazie
occidentali dell’ONU – l’ulteriore passo di una strategia comuni
dei regimi autoritari di espellere la voce dei popoli oppressi dal
sitema delle Nazioni Unite.
La denuncia
del Vietnam fa seguito alla richiesta di espulsione del PRT dalle
Nazioni unite presentata dalla Federazione russa nell’estate del
2000. L’attacco russo fu poi respinto da un voto storico della
plenaria dell’ECOSOC delle Nazioni Unite.
Il PRT non si fara’ intimidire da questo rinnovato
attacco contro chi, e valga per tutti l’assassinio di Antonio
Russo, da corpo alla propria lotta per globalizzare la liberta’ e
la democrazia. Il PRT continuera’ quindi a partecipare agli
appuntamenti delle Nazioni Unite dove si discutera’ di liberta’
civili. Infatti una delegazione radicale seguira’ la sessione del
Comitato sui diritti umani di luglio dove il Viet Nam sara’ oggetto
di revisione.
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